11/02/2010

Il “leader” dai vichinghi ad oggi

La parola "leading" dell'inglese è una parola originaria, nel senso che non è presa a prestito da nessuna lingua. Infatti presenta tutte le caratteristiche dell'evoluzione storica delle parole inglesi. È originariamente il "nome astratto d'azione" connesso con il verbo "to lead", in antico inglese "lædan". Lo stesso verbo esiste anche in antico nordico, cioè nella lingua dei vichinghi, ma non perché sia passato da una lingua all'altra come prestito, ma perché è comune a entrambe, essendo lingue "sorelle". La forma corrispondente in antico nordico è "leiða" (si legge "lèitha", ed è sempre l'infinito), e per esempio esiste anche in tedesco, nella forma moderna è "leiten" (pron. làiten), in quella antica è "leitan" (sempre infinito), e vuol dire in tutte le lingue "condurre, guidare". Nel libro “La psicologia del leader”, Antonio Meneghetti definisce il “leader” come il capo, la persona-vettore, colui che controlla le operazioni. È il centro operativo di più relazioni e funzioni. È una persona che, prestabilito uno scopo, cerca e fa i mezzi e le persone funzionali allo scopo.

10/01/2010

Coscienza psicologica

Campo-monitor delle riflessioni storico-organismiche che determina l’unità e l’identità di comportamento dell’esposto o risultato Io. Specchio passe-partout dell’esserci individuale. Per capire questa coscienza, è indispensabile ulteriore evoluzione di scienza razionale circa l’esistenza e relativi rapporti tra reale sensorio e reale speculare, tra universo quantistico ed universo intenzionale: quest’ultimo è il formalizzante di ogni accadimento esistenziale. La sua proprietà è il mediarsi in figurati categorizzanti l’energetico materico. Un esempio per comprendere questa ipotesi è il rapporto tra il darsi della forma e la sua riduzione tecnica in precipitato esterno (idea ed azione, immagine e manufatto). Questo tipo di coscienza consente il recupero all’indietro e dall’intimo di ogni azione fenomenologica dell’Io.

03/12/2009

Maslow, Antonio Meneghetti e l’autorealizzazione

Abraham H. Maslow, in “Toward a Psychology of Being” – “Verso una psicologia dell’essere”, quando tratta la creatività degli individui che si autorealizzano, conclude che “la creatività della autorealizzazione enfatizza piuttosto la personalità e non le sue realizzazioni, considerando che tali realizzazioni sono un epifenomeno emesso dalla personalità stessa e perciò ad essa secondario. Essa enfatizza le qualità del carattere, come l’iniziativa, coraggio, libertà, spontaneità, perspicacia, integrazione, autoaccettazione...”.

Questo si avvicina al concetto umanista di “leader” di cui scrive Antonio Meneghetti, che afferma che “affinché il leader possa avere la chiarezza e la distinzione delle sue proporzioni logiche e delle sue azioni, deve però saper essere un lettore trasparente della propria psicologia, circostante e collettiva, perché se non conosce se stesso non potrà essere cosciente delle sue interazioni con gli altri”.